Ostara, Equinozio di Primavera

Ad Ostara la Dea è nella sua forma di fanciulla, giovane e innocente. Il Dio è invece cresciuto durante l’inverno ed ora è entrato nell’adolescenza. In questo giorno di equinozio, il Dio e la Dea si risvegliano e si innamorano, proprio come la natura.
E’ l’inizio della metà luminosa dell’anno ed è bene ricordare che dopo la discesa della giovane Dea nel mondo sotterraneo, ora sta tornando alla superficie della terra, portando con sé i doni della luce, del calore e della fertilità per tutta l’umanità.

Ostara, o Equinozio di Primavera, astronomicamente parlando, non cade mai nello stesso giorno, ma può variare fra il 19 e il 22 marzo. È un momento di equilibrio non solo fra le forze maschili e femminili, ma anche per quanto riguarda la durata della notte e del giorno che proprio come richiama la parola equinozio, “equus nox“, significa “uguale notte“. Le ore sono quindi ugualmente divise fra luce e buio. Inevitabilmente questo è solo un momento, poichè da oggi in poi le ore di luce prenderanno il sopravvento su quelle di buio.


Ostara è il secondo dei tre Sabbat primaverili; Imbolc (il primo) ne segna il risveglio, Beltane (il terzo) è l’apice, mentre Ostara è la crescita.
Dopo il lungo periodo invernale, questo è un momento di risveglio e rinascita, la Natura ricomincia a vivere, i fiori sbocciano, le piante si colorano di verde, il cielo è più azzurro.
Il tema dell’equilibrio è importante in questa giornata e ci porta a cercare equilibrio dentro di noi, liberandoci dei pesi dell’inverno. È come se dovessimo fare le famose pulizie di primavera alla nostra anima. È bene farle anche in casa, eliminando le energie che ristagnano da mesi.
Ad Ostara è molto sentita la magia dei semi: si benedicono i semi da piantare mentre si visualizzano i nostri nuovi progetti, speranze o desideri. Sarà bello osservare i semi germogliare mentre cerchiamo di portare a termine i nostri propositi.


LA DEA EOSTRE E I SIMBOLI DI OSTARA
Ostara prende il nome dalla Dea germanica Eostre, dea legata all’arrivo della primavera, alla fertilità dei campi e all’Est, dove il sole sorge.
Una simpatica leggenda racconta che un giorno il regno animale si ritrovò per festeggiare l’arrivo della primavera. La Dea sarebbe venuta alla festa e tutti gli animale decisero di farle dei regali.
Alla lepre piaceva molto la Dea e voleva farle un regalo bellissimo, ma l’unica cosa che aveva in casa era un uovo. Lo prese con delicatezza e lo decorò con i colori dell’arcobaleno.
Tornata alla festa, la lepre vide gli altri animali porgere alla Dea doni d’oro e d’argento, e lei si scoraggiò. Come poteva alla Dea piacere un uovo quando aveva per le mani gioielli e pietre preziose? La lepre fu l’ultima a porgere il suo regalo, la Dea prese l’uovo e guardò la lepre e nei suoi occhi vide il suo vero spirito e fu allora che la Dea fece della lepre il suo animale speciale. Alla Dea piacque così tanto l’uovo della lepre che desiderò dividere la sua gioia con tutti gli uomini della terra e chiese al piccolo coniglietto di andare in giro per il mondo a donare piccole uova colorate.

Osservando la natura attorno a noi, possiamo ben intuire il messaggio e gli aspetti centrali di questo Sabbat: risvegli, nuovi inizi, fertilità, luce.
A simboleggiare questi aspetti che la natura ci esprime, ci si affida alla natura stessa. Questo è il tempo dei conigli, delle uova e dei semi.
La lepre è un simbolo per la fertilità e l’abbondanza, in quanto una lepre può concepire anche se già incinta. Col passare dei secoli, la lepre di Ostara è diventato un coniglietto che porta uova ai bambini nel periodo della pasqua cristiana (giorno di rinascita e resurrezione).
L’uovo e i semi contengono tutto il potenziale, pieno di promesse e nuova vita. Simboleggia la rinascita della natura, la fertilità della terra. In molte tradizioni l’uovo è simbolo dell’intero universo. L’uovo cosmico contiene e bilancia le forze opposte (maschile e femminile, luce e buio) che si identificano nel tuorlo e nell’albume. Il tuorlo, tondo e rosso, rappresenta il Dio Sole, mentre il bianco albume è la Dea Luna, che lo avvolge.

OSTARA E PASQUA
Come per gli altri sabbat e feste pagane, questo giorno è stato in parte assorbito dalla chiesa cristiana trasformandola nella Pasqua, attingendo come sempre alla simbologia pagana e riadattandola alle esigenze cattoliche.
Oltre al significato della giornata e alle tradizioni molto simili, è davanti agli occhi di tutti l’utilizzo del nome della Dea Eostre per dare il nome alla festività cristiana nelle lingue germaniche, infatti Easter è la parola inglese per Pasqua, mentre Ostern è in lingua tedesca.


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fonti
https://www.goddessandgreenman.co.uk/ostara
http://www.stregadellemele.it
http://digilander.libero.it/vocidip/e03.htm
http://www.ilcerchiodellaluna.it

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