La Nascita della Neve e altre Leggende

Quando la neve cade, la natura ascolta.
(Antoinette van Kleeff)

In questi giorni abbiamo visto davvero tanta neve. Ha ricoperto tutta la nostra bella Italia, dalle montagne alle città, da nord a sud. Quindi questo mi sembra il momento adatto per parlare un po’ di questa meraviglia della natura, in particolare dei miti e delle leggende che la riguardano.

LA NASCITA DELLA NEVE
C’era una volte una montagna, altissima che si stagliava nel cielo affondando la sua cima nelle bianche nuvole.
Ai piedi della montagna pascolavano tante candide pecorelle, ma stava arrivando l’inverno e l’erba era diventata secca e insipida. Le pecorelle avevano fame ma non trovavano più nulla da mangiare. Una di loro, la più furbetta, guardò la montagna e pensò che forse lassù sulle alte cime, nascosti dalle candide nuvole, ci fossero tanti pascoli di erba verde e succulenta. E decise di salire su per le rocce per arrivare fino alle nuvole. Le altre pecorelle le andarono dietro, animate dalla speranza. Salirono per giorni e giorni, senza fermarsi mai incuranti della fame che attanagliava il loro stomaco e della sete che rendeva asciutta la loro bocca.

Finalmente raggiunsero le nuvole e le leccarono per placare l’arsura. Rinfrancate dalle goccioline d’acqua andarono ancora avanti con la speranza di trovare verdi prati d’erba. E cammina cammina ad un tratto videro campi sterminati con tante erbe aromatiche e gustose. Affamate si gettarono su di esse e le brucarono con ingordigia. Mentre mangiavano arrivarono i folletti delle montagne, dispettosi e astuti. I folletti si avvicinarono alle pecore e strapparono dal loro mantello tanti riccioli di candida lana per lanciarli in alto, nel cielo. Si divertivano un mondo a vederli cadere volteggiando nell’aria, lievi e leggeri.
I riccioli di lana attraversarono le nuvole e si coprirono di goccioline d’acqua che brillavano come tante gemme. Ma le goccioline d’acqua appesantirono i fiocchi di lana che caddero ancora più giù fino ad arrivare alla terra. Cadendo volteggiavano lievi e bianchi e si adagiavano sui prati brulli ricoprendoli di un manto bianco e lucente. Si poggiavano sui tetti delle case, sui rami degli alberi e sui cespugli. Tutto il mondo venne avvolto dal bianco silenzio, era nata la neve.

LA PRINCIPESSA DELLA NEVE
Questa leggenda è ambientata sulle montagne del Trentino, in Val di Fassa.
C’era una volta un regno con un Re, una Regina e un principe, ma senza principessa. “Un reame senza principesse è come un giardino senza rose”, dicevano la famiglia reale e i sudditi. La persona che più soffriva era però la Regina Chiomadoro, che desiderava una figlioletta da crescere e coccolare, e spesso si rintanava sul torrione del castello a piangere.
I suoi singhiozzi vennero uditi dalla Regina delle Nevi, che abitava nel suo palazzo di ghiaccio sulla Marmolada, di fronte al castello. La Regina Chiomadoro spiegò il motivo della sua tristezza alla Regina delle Nevi e lei, commossa, lasciò cadere nel giardino del castello di fronte una culla rosa con dentro una principessina di neve.
Tutto il regno era felice dell’arrivo della principessa, ma i problemi non tardarono ad arrivare. La principessa era fatta di neve e doveva vivere lontana dal sole altrimenti si sarebbe sciolta. Il Re decise allora di proteggere la figlia e di nasconderle l’esistenza del sole e decise, in accordo coi sudditi, di invertire la notte con il giorno. Dormire quando il sole era alto in cielo e vivere al chiaro di luna. Il popolo amava la principessa e per lei avrebbe fatto di tutto, ma di lì a poco l’esistenza diventò insopportabile. Non si poteva vivere senza sole. Tutti i lavori si bloccarono, le persone erano molto stanche e nel castello e nel regno entrarono la miseria e la malinconia. Poco a poco si sentì gravemente quale errore fosse stato quel capovolgimento di abitudini, ma nessuno volle confessarlo per non recare danno alla piccola principessa di neve.
La principessa Ombretta intanto era cresciuta ed era una pallida graziosa creatura tutta piena di amore e di bontà e si preoccupò nel vedere i suoi sudditi così mal messi. Visi sempre più pallidi, persone sempre più deboli, nessuna risata né un sorriso neppure fra i bambini. Decisa a capire cosa affliggesse il suo popolo, Ombretta interpellò tutta la corte sul perché di questa sofferenza, ma nessuno sembrava volesse dirle la verità. Decise allora di rivolgersi ad una donna sapiente che abitava nei boschi.
La donna non la riconobbe e le raccontò la verità sul regno e sul sole. “Il sole scioglie la neve e mentre dà la vita a tutti noi, a questa malaugurata principessa darebbe la morte, sì che il nostro re e i suoi sudditi hanno capovolto le abitudini del mondo e preferiscono morire piuttosto che sacrificare l’esistenza della principessina….”. Ombretta capì che era lei la causa della sofferenza del suo popolo e scappò nel bosco. Ombretta in lacrime decise di porre fine a questa sofferenza, facendosi avanti ai primi raggi del sole. Una volta eliminato il motivo per bandire il sole dal regno tutto sarebbe tornato come prima.
Il sole dolente di distruggere una creatura così bella afferrò a volo una nube e se ne coprì gridando alla fanciulla di neve: “Principessa Ombretta, chi ti ha lasciato uscire a quest’ora? Nasconditi in fretta perché ti sciolgo e mi dispiace toglierti la vita”.
“Meglio che essi piangano la mia morte piuttosto che io viva col rimorso di averli uccisi tutti”. Disse Ombretta e camminò incontro al sole, rasserenata dal pensiero che il suo sacrificio avrebbe migliorato la vita delle persone che amava.
Allora il sole, commosso da tanta bontà, allungò un raggio fino a lei e se la trasse accanto al suo cocchio d’oro, dicendole: “La tua generosità ti ha salvata, principessa, perché la bontà non muore mai e tu regnerai con me sul mondo”.
Questo alla corte della principessina non si seppe. Si seppe dalla donna sapiente che ella aveva sacrificato la sua vita per amore dei suoi, e il luogo dove si credette che la piccola dolce principessa avesse lasciato la sua vita mortale fu intitolato al suo nome. Ancora oggi Passo Ombretta si chiama il bel valico alpino che da Canazei, in Val di Fassa, conduce a Contrin.

SNEGUROCKA E LA NEVE DELLA RUSSIA
Sneguročka, in russo “Fanciulla di Neve” o “Nevina”. E’ una bella ragazza dai capelli biondi a treccia, che porta un vestito azzurro bordato di pelliccia.
È una creatura magica che, chiamata, arriva avvolta in un vortice di neve. Conosce molte storie con cui d’inverno incanta gli abitanti dei villaggi. Ha il potere di comandare i fiocchi di neve e di far prendere loro qualsiasi forma ella desideri, come delicati fiori di brina, silenziosi giardini di felci di ghiaccio e splendidi e strani animali invernali. Quando il pastore del villaggio suona il flauto, lei ama danzare come un fiocco di neve e trasmette la voglia di danzare a chiunque la veda.
Una leggenda racconta che Sneguročka era la figlia di due persone che non riusciavano ad avere figli e, per questo motivo, decisero di “fare” una figlia con della neve. Un giorno, Sneguročka, che d’estate si sentiva sempre triste, andò in un bosco con altre ragazze per raccogliere dei fiori; le ragazze accesero poi un falò, attorno al quale si misero a saltare: lo fece anche Sneguročka, che però si sciolse diventando una nuvola.
Un’altra leggenda racconta che Sneguročka era la figlia della Fata Primavera e del Vecchio Inverno e che Jarilo, il Sole, l’aveva condannata a morire se mai si fosse innamorata di qualche ragazzo; per questo motivo, viene tenuta a lungo nascosta dalla madre. Un giorno però Sneguročka conosce Mizgir’, il fidanzato della sua migliore amica e se ne innamora. Questo sentimento però costa la vita a Sneguročka, che si scioglie colpita da un raggio di sole; Mizgir’, che ricambiava l’amore di Snegurocka, affranto dal dolore, decide di togliersi la vita, gettandosi in un lago.

LE YUKI-ONNA GIAPPONESI
Le yuki-onna (donna delle nevi) sono creature soprannaturali del folclore giapponese e non sono creature esattamente amichevoli.
Appare come una bellissima donna alta, dai capelli lunghi, dalla pelle inumanamente pallida e talvolta perfino trasparente; quando appare di notte tra le nevi si confonde con il paesaggio. Talvolta indossa un kimono bianco, ma in altre leggende è nuda. A dispetto della sua inumana bellezza, i suoi occhi provocano terrore nei mortali; inoltre nel camminare sulla neve non lascia orme e può trasformarsi in una nuvola di nebbia o neve se minacciata.
La yuki-onna, associata all’inverno e alle tempeste di neve, è secondo alcune leggende lo spirito di una donna morta assiderata tra la neve. È allo stesso tempo bellissima e serena, eppure spietata nell’uccidere gli incauti viandanti. Fino al XVIII secolo, era quasi sempre ritratta come malvagia; oggi, invece, molte storie la descrivono in toni più umani, enfatizzando la sua natura spettrale e la sua bellezza effimera.
In molte storie, le yuki-onna si rivelano ai viandanti intrappolati nelle bufere di neve, e usano il loro alito gelato per ucciderli e congelare il loro cadavere; in altre leggende invece si limita a condurli fuori dal sentiero per poi lasciarli morire assiderati. Altre volte ancora, si manifesta con un bambino fra le braccia, e quando un soccorritore cerca di prendere il bambino dalle sue braccia rimane congelato sul posto. In altre leggende le yuki-onna sono molto più aggressive, e invadono fisicamente le abitazioni delle loro vittime, spalancando la porta con una folata di vento gelido e uccidendo nel sonno.
Lo scopo della yuki-onna varia di storia in storia; talvolta si accontenta della morte della sua vittima; altre volte ha tratti vampireschi, e priva le vittime del loro sangue o della loro forza vitale; occasionalmente si comporta come un succubo e seduce gli uomini per sottrarre la loro energia o congelarli attraverso un rapporto sessuale o un bacio.
Talvolta la yuki-onna lascia andare la sua vittima. In una popolare leggenda, ad esempio, lascia fuggire un ragazzo in considerazione della sua età e della sua bellezza, facendogli però promettere di non parlare mai di quanto è successo; quando, in età avanzata, l’uomo racconta la storia alla moglie questa si rivela essere la stessa yuki-onna, e lo abbandona per aver infranto la promessa, risparmiandolo in considerazione dei figli (ma promettendo di ritornare a vendicarsi se egli facesse loro del male).
In una leggenda simile, la yuki-onna si scioglie quando il marito scopre la sua vera natura.


Spero vi sia piaciuto conoscere un po’ di più la neve e l’alone magico che la circonda.
Conoscete altre leggende e miti sulla neve? Scrivetelo nei commenti!
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fonti
http://www.passionemontagna.com/PM_blog/it/it-la-leggenda-della-nascita-della-neve.html
https://www.pinetahotels.it/blog/leggende-sulla-neve/
https://it.wikipedia.org/wiki/Sneguro%C4%8Dka
https://it.wikipedia.org/wiki/Yuki-onna

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