Giorno Pagano Europeo della Memoria

sdfgL’idea della celebrazione di un Giorno Pagano Europeo della Memoria è nata nel 2006, per stabilire un momento ufficiale in cui ricordare le radici del passato pagano a cui tutti i pagani odierni, chi più e chi meno, si riallacciano e ricordare anche le cause e gli avvenimenti della frattura tra noi e quelle radici. È proprio quel distacco infatti che spinge i pagani di oggi a definirsi in questo modo, nobilitando una parola nata come insulto.
Come giornata della celebrazione è stato scelto, con un sondaggio tra pagani di diversa provenienza, il 24 febbraio: in questa data, nel 391 dC, Teodosio emanò un editto di condanna delle pratiche pagane, in seguito al quale il fuoco di Vesta, che doveva bruciare eternamente a Roma, fu spento. Data la sacralità del fuoco in tutte le religioni cosiddette pagane, è stato scelto questo evento come simbolo dell’inizio dei tentativi di eliminazione delle religioni pagane.

11960017_1666675430212622_1063171317849104861_nDa qui l’idea di trasformare il Giorno Pagano Europeo della Memoria in un progetto, che portasse comunque il nome “Giorno” perché quella celebrazione è comunque il simbolo del nostro impegno pagano, ma che fosse in realtà un insieme di iniziative e di strumenti affinché tutti i pagani potessero guardare al passato pagano per costruire il futuro del paganesimo

simboloIl simbolo che è stato scelto per il progetto del Giorno Pagano Europeo della Memoria è la testa di Giano così come viene riprodotta in un’antica moneta romana, che nel simbolo ufficiale è colorata in azzurro.
Giano è il dio degli inizi, materiali e immateriali, ed è una delle divinità più antiche e più importanti della religione romana, latina e italica. Solitamente è raffigurato con due volti, poiché il dio può guardare il futuro e il passato ma anche perché, essendo il dio della porta, può guardare sia all’interno sia all’esterno.
I pagani di religione non romana o italica potrebbero non identificarsi in questo simbolo, ma questo non è stato scelto per l’appartenenza al pantheon o a una determinata fede pagana, ma per il suo simbolismo, che esprime lo scopo di base del progetto, di guardare al passato pagano per costruire il futuro del paganesimo.


Estratto dell’intervista a Manuela Simeoni del 23 febbraio 2011
Era il 27 febbraio del 380 dopo Cristo, quando l’imperatore Teodosio promulgò l’editto di Tessalonica che sanciva il Cristianesimo come religione di stato romana, soppiantando così il paganesimo. Undici anni dopo arrivarono anche quelli che oggi chiameremmo “decreti attuativi”, che impedivano di fatto ai pagani di professare la loro religione. Il più noto fu quello del 24 febbraio 391 dopo Cristo, che sanciva il divieto di ingresso nei templi pagani, proibiva l’atto di avvicinarsi ai loro santuari e l’adorazione di statue o manufatti.
Dal 2007, ogni 24 febbraio si tengono le celebrazioni per ricordare quei giorni drammatici per i pagani, che per secoli furono perseguitati dalla chiesa. Sulla giornata ci parla Manuela Simeoni, della Federazione Pagana

Com’è nata quest’idea di celebrazione di questa giornata?
Il giorno pagano della memoria nasce dall’esigenza di riallacciarsi alle religione pre-monoteiste dell’Europa. Nel modo in cui noi percepiamo queste religioni antiche, ha un peso molto forte quella “parentesi” di 1700 anni circa in cui il monoteismo ha plasmato la mentalità delle persone, tanto è vero che noi facciamo fatica a concepire il concetto di religione e degli Dei, e questo per un pagano è un problema perché fatica a spiegarsi ed a riuscire a portare il suo essere pagano in società. Così nasce l’idea di celebrare una giornata in memoria anche di tutti quei fuochi sacri che sono stati spenti da quando, nel 380 dC, il Cristianesimo fu adottato come religione di stato. L’ultimo fuoco fu spento in Lituania, a Vilnius, a metà del 1300, quando il Re Jogaila abbandona il paganesimo e si converte al cristianesimo. Come data , abbiamo scelto il 24 febbraio in quanto è la data dell’editto di Teodosio che sancì lo spegnimento del fuoco sacro di Vesta, che era quello che per noi pagani è la pietra miliare, in quanto si tratta del fuoco che doveva bruciare in eterno come simbolo del paganesimo.

Siete in qualche modo “affiliato” ai culti neopagani e wicca statunitensi?
No, anche se ci sono dei Wicca in Italia che apprezzano questa iniziativa e lo celebrano a loro volta. A noi non piace il termine “neopaganesimo”, perché sembra che sia una cosa nuova, quasi di moda. In realtà il nostro, anche se nuovo, è comunque sempre paganesimo, in quanto tale, che non è del tutto nuova.

Nella crisi delle religioni di oggi, pensi che il paganesimo possa fornire una risposta spirituale alla gente comune?
So che il paganesimo è radicalmente diverso dal modo di intendere la religione stessa, perché è vero che il monoteismo riprende di separazione di corpo ed anima viene dalla tradizione platonica, ma i gruppi pagani cercano di vedere le cose nella loro completezza. Esiste nella religione pagana lituana, ad esempio, il concetto di darna, che è il concetto dell’equilibrio dinamico, un po’ come in Eraclito: gli opposti esistono ma sono un’unica cosa. E questo non lo troviamo nelle religioni monoteiste. Non so se il paganesimo possa rispondere alla crisi delle religioni, perché è proprio così diverso che richiede un cambiamento delle persone prima, e quindi non può semplicemente entrare e sostituire le religioni attuali.


fonti
http://www.giornopaganomemoria.it/
http://www.federazionepagana.it/

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